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Write on Venerdì, 19 Giugno 2026 Pubblicato in Cultura

E oggi cosa succede?

Succede l’assurdo:

esporre la bandiera = sospetto
evitarla = “cultura”
confusione storica = moda sociale

Ma una domanda resta:

Come si fa a considerare “problematico”
un simbolo che rappresenta tutti?

 

Negli ultimi anni, in alcuni contesti pubblici e sociali, si è diffusa l’idea errata di associare la bandiera italiana a un’ideologia politica del passato. Questa lettura è non solo storicamente imprecisa, ma anche riduttiva rispetto al significato profondo di un simbolo che appartiene a tutti i cittadini.

La bandiera italiana, il tricolore verde, bianco e rosso, nasce ben prima del fascismo e rappresenta l’identità nazionale, l’unità e la storia del Paese. È il simbolo della Repubblica, della Costituzione e dei valori democratici su cui si fonda l’Italia contemporanea.

Associare automaticamente la bandiera a un’ideologia autoritaria significa ignorare la sua evoluzione storica e il suo significato attuale. Il tricolore è stato adottato da movimenti risorgimentali che lottavano per la libertà e l’unità nazionale, molto prima del Novecento. Dopo la Seconda guerra mondiale, è diventato ufficialmente il simbolo della Repubblica italiana e dei suoi principi democratici.

Un pregiudizio che nasce dalla confusione

La confusione tra simboli nazionali e ideologie politiche del passato deriva spesso da un uso improprio della bandiera in determinati contesti storici. Tuttavia, questo non può e non deve cancellare il suo significato originario e attuale.

Oggi, in alcuni ambienti, si tende a evitare l’esposizione della bandiera per paura di essere fraintesi o etichettati. Questo atteggiamento nasce più da pregiudizi e mode culturali che da una reale analisi storica.

Recuperare un simbolo comune

La bandiera non appartiene a un partito, a un’ideologia o a un periodo storico specifico: appartiene a tutti. È il simbolo di una comunità che, pur nelle sue differenze, condivide una lingua, una storia e delle istituzioni.

Riscoprire il valore del tricolore significa anche recuperare un senso di appartenenza civile, non politico. Significa riconoscere che i simboli nazionali possono unire invece che dividere, se letti nel loro corretto contesto.

Conclusione

Restituire alla bandiera italiana il suo significato autentico è un atto culturale prima ancora che politico. Non è un simbolo da temere o da etichettare, ma un elemento che rappresenta la storia e l’identità di un Paese intero.

Confondere la bandiera con ideologie del passato significa impoverire il suo valore. Riconoscerla per ciò che è davvero, "un simbolo nazionale e democratico" è il primo passo per un uso più consapevole e rispettoso dei segni che ci rappresentano.

Write on Mercoledì, 20 Maggio 2026 Pubblicato in Quartiere

Al Pigneto le strade chiuse sembrano ormai diventate una condizione permanente. Transenne, deviazioni e cantieri fermi stanno mettendo in ginocchio la viabilità del quartiere, mentre in altre zone del Municipio V gli interventi vengono eseguiti con rapidità ed efficienza.

Basta guardare alcuni esempi concreti come e successo via Teano, tra viale Partenope e via Genazzano, oppure via Formia, dove i lavori sono stati affrontati in tempi decisamente più rapidi. E questi sono soltanto due casi: l’elenco potrebbe essere molto più lungo.

Via Braccio da Montone: il simbolo dei disagi

La situazione più emblematica riguarda via Braccio da Montone, all’angolo con via Romanello da Forlì. Una vicenda che per molti residenti è ormai diventata una vera e propria barzelletta: Chi dal Pigneto deve raggiungere via Alberto da Giussano e proseguire verso via Roberto Malatesta è costretto a deviazioni assurde passando addirittura per via Prenestina, con traffico congestionato e tempi di percorrenza aumentati.

Ma il problema non si limita a questo.

Percorrendo via del Pigneto in direzione del Pigneto, partendo dall’altezza di via Pausania, poco prima di arrivare a via Ettore Giovenale ci si imbatte nell’ennesima strada chiusa. Motivo? Una buca apertasi sull’asfalto.

La zona è stata immediatamente recintata da Acea, ma dopo la messa in sicurezza i lavori sembrano essersi fermati del tutto. A parte un paio di giornate in cui si è visto qualche operaio intervenire, da settimane non si registrano progressi concreti.

Transenne subito, lavori chissà quando

La sensazione dei residenti è che ormai esista un copione consolidato: si verifica un problema, arrivano Acea o Italgas, l’area viene recintata in tempi record… e poi tutto resta fermo per settimane o mesi.

Un altro esempio arriva ancora da via Braccio da Montone, dove una fuga di gas è stata si prontamente bloccata, ma la strada continua a rimanere chiusa in attesa della semplice chiusura della buca con l’asfalto: Il cantiere occupa circa metà carreggiata per poco più di venti metri di lunghezza: Sul cartello affisso alla recinzione è chiaramente indicata la data di fine lavori: 29 aprile 2026. Ma quella scadenza è ormai passata senza che il cantiere venisse completato o rimosso.

 

Cartello cantierino via Braccio da Montone 11.05.2026

 

Nel frattempo, automobilisti, residenti e commercianti continuano a convivere con disagi quotidiani e viabilità stravolta.

Il silenzio del Municipio V

A far discutere è anche il silenzio del Municipio V e, in particolare, dell’Assessora ai Lavori Pubblici Maura Lostia, accusata da molti cittadini di essere poco presente sul territorio e di non fornire spiegazioni sui ritardi dei cantieri: L’unica apparizione pubblica ricordata da diversi residenti risale a circa un mese fa, nei pressi del cantiere per il tombamento del Vallo Ferroviario, che ad oggi sembra essere l’unico intervento al Pigneto a procedere realmente a pieno ritmo.

Per il resto, i cittadini lamentano assenza di comunicazioni, mancanza di tempistiche certe e nessuna risposta concreta sulle numerose criticità del quartiere.

"I cittadini non dimenticheranno”

Tra i residenti cresce la convinzione che molti interventi possano essere accelerati soltanto in prossimità delle prossime elezioni, così da mostrare opere concluse e risultati dell’ultimo minuto.

Ma il clima nel quartiere appare cambiato. La rabbia accumulata per mesi di disagi, deviazioni e cantieri infiniti rischia di trasformarsi in un tema politico molto pesante.

Perché, come ripetono ormai in molti al Pigneto, “la gente non dorme in piedi” e questa volta difficilmente dimenticherà quanto accaduto.

Write on Sabato, 28 Marzo 2026 Pubblicato in Quartiere

Queste poche righe raccontano la delusione di un intero quartiere: la lotta per la riapertura del Cinema Aquila, tanto sofferta e partecipata per la bellezza di quasi 12 anni (1996/2008), è stata sostanzialmente tradita.

La volontà era chiara: riportare in vita un cinema che fosse un vero volano per il quartiere. Un luogo dove le famiglie non dovessero spostarsi altrove per andare al cinema, riscoprendo così le strade e la comunità della propria zona. Film di animazione per i più piccoli, cinepanettoni, proiezioni in 3D.

Oggi, però, quel cinema non rispecchia più nulla delle motivazioni per cui abbiamo lottato. La sala è diventata un luogo distante dai cittadini, dove per entrare sembra necessario appartenere a una certa élite culturale: devi essere “radical chic”, alternativo, al passo con le mode del momento. E se per sbaglio viene programmato un film che può piacere anche ai comuni mortali come noi, ecco l’ennesimo ostacolo: proiezione in lingua originale con sottotitoli. Non conosci l’inglese? Non vedi il film.

Non è solo una questione di programmazione: è una questione di identità, di rispetto verso chi quel cinema lo ha voluto e lo ha fatto riaprire. La comunità è stata ignorata, e il risultato è sotto gli occhi di tutti: un cinema che esiste, ma che non appartiene più al quartiere. Una promessa tradita, e una domanda che resta sospesa: a chi serve davvero il Cinema Aquila?

È stato un errore reintegrare chi gestiva il cinema prima della chiusura temporanea del 2015, nonostante le irregolarità riscontrate nella gestione del consorzio Sol.Co, mettendo così a rischio nuovamente la trasparenza e l’integrità della struttura.

Reintegrare chi aveva gestito irregolarmente il cinema prima del 2015 è stata una scelta sbagliata e rischiosa e questo ne è… il risultato.

1997 Il primo volantino   Cinema Aquila 3   Cinema Aquila 2   da ViaVai la vita e bella   NEW PIGNETO n9 Febbraio 1999 Alla conquista del Campidoglio


LA BOMBA a 2 n 10 Ott Nov e  Dic 2001 Dal Sindaco Veltroni.   Cinema Aquila 4   Cinema Aquila 5   Cinema Aquila 6   23052008960

 

Di seguito cari amici potrete vedere un video(Diviso in 3 parti) auto prodotto, che riassume quegli anni di lotta per la riapertura del Cinema Aquila. All'interno potrete vedere ed ascoltare la voce di persone istituzionali che hanno creduto in quello che noi chiedevamo.

BUONA VISIONE:

 

      

 

Write on Sabato, 14 Febbraio 2026 Pubblicato in Quartiere

Finalmente dopo quasi due mesi dal nostro articolo, riapre la strada di via Braccio da Montone con via Romanello da Forlì. Che bella notizia per tutti i residenti e per chiunque passi di lì!

Era ora che si potesse tornare a circolare liberamente. Speriamo che i lavori siano stati fatti a regola d'arte e che durino un bel po'. Insomma, un sospiro di sollievo per tutto il quartiere!

Dobbiamo fare i complimenti all'assessore/a ai Lavori Pubblici Maura Lostia che ha tenuto sempre informati i cittadini sull'andamento dei lavori: è bello vedere che c'è qualcuno che si impegna davvero per la nostra comunità.

L'assessore ha fatto un ottimo lavoro nel tenerci aggiornati su tutto. La trasparenza è fondamentale e lei l'ha dimostrata con i fatti. Ci auguriamo che questo sia solo l'inizio di un lungo percorso di collaborazione.

 Via Romanello da Forlì

Complimenti ancora per la dedizione, peccato però che tutto quello che è stato scritto fino ad ora in questo articolo non è quello che è...

VERAMENTE SUCCESSO.

La strada e ancora chiusa e nessuna informazione e stata data ai cittadini di via Braccio da Montone e di Via Romanello da Forlì.

Il disagio c'è ed è presente tutti i giorni da molti mesi. Per vie non ufficiali, quindi chiacchiere, è stato detto che ci sono delle criticità che non riescono a risolvere perché non sanno quale sia il problema.

La domanda che ci poniamo è la seguente: La strada è chiusa e nessuno ci lavora, perché?

Abbiamo molteplici risposte, ma sarebbe bello sapere direttamente dall'amministrazione del Municipio.

Write on Mercoledì, 31 Dicembre 2025 Pubblicato in DerPignetoSemoNoi.it-Sito Ufficiale del Gruppo Giovanile Pigneto

Auguriamo a tutti voi un 2026 scintillante e pieno di sorprese meravigliose, con la speranza che ogni giorno vi porti con se un motivo per sorridere e celebrare la vita.

Buon anno a tutti, con l'augurio che si realizzi ogni vostro desiderio!